Cosa rende indimenticabile un brand? Sicuramente il suo nome e il suo logo, ma non solo. C’è un altro elemento che gioca un ruolo fondamentale: il payoff. Poche parole, ma dal grande potere: “catturare” e sintetizzare l’essenza di un marchio, rendendone espliciti i valori e la unique selling proposition. Ovvero la propria proposta unica di valore, quel che differenzia rispetto alla concorrenza. Soprattutto nell'era della comunicazione istantanea, creare un payoff d'impatto può davvero fare la differenza nel distinguersi dalla concorrenza e imprimere un ricordo indelebile nella mente delle persone. Continua a leggere per scoprire come realizzare il payoff perfetto.
Creare un payoff è una tappa fondamentale nel processo di brand design, perché traduce in parole chiare e potenti l'identità di un'azienda. È una sorta di ponte tra il brand e i consumatori, che in lui si riconoscono. Pensiamo al Think Different di Apple. Non si tratta solo di due parole combinate assieme, ma di una visione del mondo evocata in una frazione di secondo. Il brand, sin dalle sue origini, si è posto come alternativa ai dominanti Pc con sistema Windows. E questa frase ha contribuito a rendere l’azienda di Steve Jobs un sinonimo di innovazione e creatività.Un buon payoff s’inserisce, però, in un’ottica più ampia, quella della brand identity. Un’azienda, infatti, comunica attraverso una molteplicità di canali e media, seguendo un’ottica omnicanale, e il payoff è uno dei tasselli di questo progetto strategico e creativo.
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Se stai costruendo il tuo brand o vuoi rafforzarlo, non sottovalutare l'importanza di trovare le parole giuste per rappresentarlo.
Un payoff efficace deve essere coerente con la visione e il tono di voce della tua azienda, come del resto tutte le azioni di comunicazione che vengono poste in essere. Fatte queste doverose premesse, scopriamo le caratteristiche che deve avere un valido payoff.
Realizzare un payoff, insomma, è tutt’altro che una passeggiata: è qui che il contributo di professionisti può rivelarsi decisivo.
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Il payoff può essere spesso confuso con il claim. Si tratta, però, di due concetti molto diversi.
Per chiarire la questione, facciamo un esempio. Nike, dal lontano 1988, utilizza il payoff Just do it, traducibile come “Fallo e basta”. Una frase iconica che incarna lo spirito del brand sportivo americano, che invita tutti a darsi una mossa e a smetterla di crogiolarsi nella pigrizia. La trovata fu talmente geniale da rimanere impressa nella memoria collettiva. Nel corso di tutti questi anni, Nike ha anche realizzato molte campagne specifiche per un particolare prodotto o in un’occasione di un importante evento. Per molte di queste, ha coniato un claim ad hoc. È accaduto, per esempio, per le Olimpiadi 2024 di Parigi: l’azienda ha realizzato una campagna per celebrare lo spirito competitivo che caratterizza i grandi campioni. In definitiva, un payoff rimane inciso nel tempo, mentre un claim varia a seconda dei tempi e delle strategie specifiche della campagna.
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Una questione spesso dibattuta e un interrogativo frequente riguarda la scelta della lingua per il proprio payoff. La risposta è: dipende dal target.
Un payoff efficace, in conclusione, è molto più di un semplice slogan: è l’espressione dei valori del tuo brand. Che sia in inglese o in italiano, trovare la frase giusta può fare la differenza tra un marchio che passa inosservato e uno che resta nella mente delle persone.